Le barriere fotoelettriche

Le barriere fotoelettriche sono dispositivi noti come AOPD (Active Optoelectronic Protective Device) ovvero ESPE (Electro Sensitive Protection Equipment) cioè dispositivi elettrosensibili di protezione ed hanno il compito di sorvegliare un determinato spazio all’interno del quale vi sia un potenziale pericolo, arrestando il macchinario o comunque la fonte del pericolo stesso ed attivando l’eventuale allarme. Così come stabilito dalla Norma Internazionale IEC 61496 1-2, le barriere fotoelettriche possono essere di TIPO 2 o di TIPO 4.

Tali barriere, per poter funzionare al meglio, hanno necessità che determinati parametri siano rispettati, tra cui:

  • Il comando della macchina deve avere un controllo elettrico
  • Deve essere possibile interrompere immediatamente il movimento della macchina ed è fondamentale, oltre tutto, conoscere l’esatto tempo d’arresto così da porre la barriera alla giusta distanza
  • Il punto di pericolo deve essere raggiunto in un tempo superiore al raggiungimento del punto di arresto del movimento potenzialmente pericoloso
  • La macchina non deve dar luogo ad ulteriori pericoli derivanti dalla proiezione o dalla caduta di materiali, poiché altrimenti è necessario prevedere protezioni di tipo meccanico
  • La dimensione del corpo che la barriera deve rilevare non deve essere mai inferiore alla risoluzione della barriera stessa

La risoluzione, appena citata nelle righe precedenti, indica il livello minimo di grandezza di un corpo rilevabile da una barriera fotoelettrica ed è uno dei parametri fondamentali da considerare per la sua realizzazione, assieme al livello di sicurezza, all’altezza protetta, alla portata ed al tempo di risposta. Le barriere fotoelettriche possono essere a fascio luminoso singolo o a fascio luminoso multiplo, nel primo caso saranno costituite da un solo elemento emittente ed un solo elemento ricevente, nel secondo caso saranno costituite da più elementi emittenti e da più elementi riceventi. È possibile rinvenire nella Specifica Tecnica CLC/TS 62046 (Sicurezza del Macchinario) le prescrizioni per la scelta, il posizionamento, la configurazione e la messa in funzione per i sistemi di protezione come le barriere fotoelettriche ed in generale gli apparecchi elettrosensibili di protezione (ESPE). Questo tipo di barriere possono essere realizzate in maniera tale da adattarsi alle più diverse condizioni e possono sia rilevare mani o dita, sia percepire la presenza completa di un individuo. La versatilità nel montaggio, la facilità di manutenzione e l’immaterialità del sistema di protezione che generano, rende le barriere fotoelettriche degli assistenti insostituibili ogni qual volta è necessario tutelare la salute e l’incolumità di coloro che si trovano ad operare con macchine potenzialmente pericolose o in aree esposte a rischi.